Con la tecnologia che si evolve sempre di più e tutti gli strumenti e dispositivi che ogni giorno abbiamo fra le nostre mani, è normale e doveroso pensare all’utilizzo dei caricabatterie. Che si tratti dei dispositivi portatili o per la propria automobile, i carica batterie sono sempre utili ed indispensabili! In questa sezione abbiamo redatto una pratica guida per condurvi a scegliere in maniera consapevole il vostro caricabatterie e per capire cosa bisogna tenere in considerazione, partendo proprio dal funzionamento di base e le disponibilità in commercio.

Powerbank portatile

Che cos’è un powerbank? Oggi giorno si sente spesso parlare di carica batterie portatili poiché molto spesso ci si trova in contesti dove una presa di corrente è impossibile da trovare. Il powerbank è un dispositivo mobile, composto da una batteria. Ad esso è possibile collegare dei dispositivi elettronici differenti al fine di ricaricare la batteria e quindi renderli funzionanti. Naturalmente essendo il powerbank a sua volta composto di una batteria, necessita di essere ricaricato quando ci troviamo a casa o in qualsiasi contesto ove possibile la ricarica tramite presa di corrente tradizionale. Esistono diversi elementi, per quanto il powerbank possa sembrare di banale funzionalità, da tenere in considerazione prima di sceglierne uno adatto alle proprie esigenze.

Questi elementi variano in base alla potenza del powerbank e alle necessità reali in termini di tempo che riguardano la ricarica di cui abbiamo bisogno. Parliamo quindi di capacità della batteria, di porte di entrata ed uscita e di un sistema di accumulazione.

La capacità della batteria

Questa è probabilmente la più importante informazione che possiamo valutare al momento dell’acquisto di un powerbank in quanto si tratta della capacità del powerbank di fornire un certo quantitativo di energia elettrica completa al nostro dispositivo. Il valore per esprimere la capacità di una batteria di un powerbank è espresso in mAh ( milliampere) In commercio possiamo trovare dispositivi di 1000 mAh e dispositivi che arrivano anche a 20.000 mAh. A questo punto la domanda sorge spontanea ed è : di quale capacità avrò bisogno io? Per poter scegliere bisogna considerare quanto tempo trascorriamo nell’utilizzo del nostro dispositivo che poi intenderemo ricaricare con il powerbank e di quale sia il tempo ideale di ricarica che intendiamo ottenere con il powerbank. I powerbank difatti non sono tutti uguali: alcuni di essi, per la maggior parte anzi, hanno una batteria media che si aggira fra i 2500 e i 3000 mAh. La durata di carica dura all’incirca una giornata quando si aggira attorno a questi valori e con un utilizzo abbastanza intenso, se parliamo naturalmente di telefoni cellulari e quindi smartphone.

Il senso è quindi quello di cercare un powerbank che sia in grado di fornire la giusta quantità di energia al nostro telefono oppure al nostro Pc in tempi considerati abbastanza rapidi, almeno personalmente. In genere un powerbank di ottima qualità ha una capacità di carica di 5000 mAh e riesce a caricare tutta la batteria di 2500 mAh o di 3000 mAh in un tempo di due ore circa. Naturalmente la scelta deve dipendere anche dall’utilizzo del powerbank: se questo verrà utilizzato solo ed esclusivamente per il cellulare oppure se oltre al cellulare intendiamo ricaricare anche il pc ed altri dispositivi mobili. In ogni caso vi suggeriamo di partire da un powerbank che abbia una capacità minima di 5000 mAh che si rivelerà fondamentale soprattutto quando ci troviamo in viaggio e fuori casa in una zona di montagna o in campeggio e al mare.

Dispersione energetica: un fattore tecnico da tenere in considerazione

Un altro motivo per cui è bene scegliere una buona capacità di batteria del powerbank risiede nel valore nominale della capacità del caricabatterie. In parole più comuni la carica erogata da un powerbank non è sempre corrispondente al 100% della sua capacità, poiché c’è una normale dispersione energetica di circa il 25%. Il motivo di questa normale dispersione non è da cercare in un’unica ragione, quanto a più ragioni che però dipendono essenzialmente dal tipo di batteria che di solito è quella a litio. Le batterie a litio hanno una tensione di circa 3,5 V mentre un caricatore tradizionale da inserire nella presa di corrente ne ha circa 5 V.

N.B

la capacità di un powerbank è un fattore che va ad influenzare anche il tempo che lo stesso impiega a ricaricarsi. Maggiore capacità del powerbank corrisponderà inevitabilmente a maggiore tempo di ricarica della batteria. Inoltre se desiderate un powerbank che sia compatto e che sia anche leggero dovreste valutare una potenza diversa da una altissima poiché maggiori mAh ci sono, maggiore peso avrà il powerbank.

Porte d’entrata e di uscita

Le porte d’entrata ed uscita sono altri elementi importantissimi nel powerbank poiché corrispondono rispettivamente alla zona dove il powerbank preleva energia e la zona da dove invece il powerbank fornisce la corrente. Il minimo per un powerbank è la presenza di almeno una porta d’uscita  ed una di entrata, ma moltissimi modelli, non rari da trovare forniscono fino a 4-5 porte. Per capire in termini pratici in che modo le porte influiscono sulla qualità del powerbank, bisogna considerare la regola basilare per la quale maggiore è la velocità con cui l’energia esce e quindi fornisce energia e molto più rapida sarà la ricarica per il nostro cellulare. Molto spesso possiamo trovare powerbank che hanno più porte che forniscono energia a diversa velocità. Per esempio possiamo trovare porte d’uscita da 1 A e porte da 2 o 3 A. A queste possiamo per esempio ricaricare più dispositivi mobili.

Diversi powerbank; diverse tecnologie

Ogni powerbank è dotato di una tecnologia che può essere differente rispetto ad un’altra tecnologia. Per esempio possiamo trovare la tecnologia di ricarica smart che consente di rilevare la carica necessaria per uno specifico dispositivo che andremo a collegare e di conseguenza fornire l’energia in base alla necessità in termini di mAh. La ricarica smart non viene sempre definita alla stessa maniera ma in base al brand è variabile. In ogni caso è sempre intuitivo.

Altra tecnologia è la “ricarica veloce” che consente di ridimensionare di molto il tempo di ricarica portando ad una ricarica velocissima a potenze di Volt molto alti. Naturalmente un powerbank di questo tipo non è per tutti: solo alcuni cavi USB, smartphone e caricabatterie sono in grado di reggerne i volt.

Il sistema di accumulazione

il sistema di accumulazione è la modalità con cui il powerbank accumula energia elettrica all’interno della batteria. In commercio e su internet possiamo trovare modelli che accumulano tramite energia solare, tramite energia elettrica ed infine tramite un’alternativa più eco-green che è il sistema a dinamo.

Il powerbank tradizionale si ricarica tramite cavetto USB oppure grazie alle micro USB da inserire in corrente oppure nell’apposita entrata per la micro USB. Si tratta del sistema più comune in assoluto e quindi probabilmente anche quello più apprezzato ed efficiente in assoluto. Il powerbank ad energia solare, come già accennato accumula energia dal sole ed è quindi molto più eco green. Per coloro che vogliono sfruttare un energia per così dire pulita può optare per il powerbank di questo tipo che è dotato di pannello fotovoltaico e che converte energia solare in un’energia di tipo elettrochimica. Naturalmente questo genere di sistema di accumulazione richiede tempi maggiori. Ma il vantaggio è che si servono anche di porte USB da poter utilizzare in caso di estrema necessità.

I powerbank a dinamo invece pur essendo una soluzione green hanno una capacità estremamente bassa e quindi indicate solo per situazioni urgenti e di difficoltà di piccola entità.

Caricabatterie per automobile

Oltre ai dispositivi mobili come i telefoni cellulari e i pc, molto spesso ci si trova in difficoltà anche con le automobili. Queste insieme ai telefoni e al pc sono probabilmente gli oggetti di cui facciamo più utilizzo in assoluto. La non proprio bellissima sensazione di restare fermi con la propria auto sarà capitata almeno una volta a tutti nella vita. La macchina infatti, come sappiamo è dotata di una batteria senza la quale la macchina non attiverebbe tutto il circuito elettrico per accendersi e funzionare. Le soluzioni più immediate fino a qualche tempo fa erano i cavetti di ricarica oppure in caso di mancanza, l’elettrauto. Per fortuna la tecnologia ci viene incontro oggi grazie a dei dispositivi per ricaricare la batteria dell’automobile che vengono forniti con tanto di cavi da collegare direttamente alla batteria dell’automobile. Per valutare il caricabatterie migliore è necessario considerare la potenza del caricatore e la tipologia di ricarica che può consistere in una ricarica veloce per attivare il ripristino rapido della batteria.

Potenza

La potenza come elemento è abbastanza importante da valutare in quanto in base a quanto utilizziamo l’automobile e quante volte pensiamo di dover utilizzare il caricabatterie decideremo quale potenza scegliere. Se la nostra auto sarà spenta ed inutilizzata per parecchio tempo è bene dotarsi di un buon carica batterie che possa fornire una buona potenza per evitare quindi di restare fermi a lungo. In commercio e anche online ci verranno fornite due informazioni : l’amperaggio e la velocità di ricarica. Potremo poi decidere se dotarci di un modello portatile oppure di uno a valigetta da tenere con noi sempre in garage.

Modello a ricarica rapida oppure a ricarica completa

Prima di scegliere il tipo di carica batterie giusto per la nostra auto, occorre conoscere bene nel dettaglio il tipo di batteria montato nella nostra automobile. La macchina può avere un voltaggio molto alto oppure un voltaggio minore che varia in genere fra i 12 ei 30 V. Inoltre possiamo trovare batterie a nichel zinco, a piombo e quelle fatte di acido gelatinizzato. Se scegliamo un caricabatterie non indicato per la nostra batteria rischieremo di trovarci con un dispositivo inutile o comunque poco efficiente. Se ci occorre un caricabatterie da utilizzare occasionalmente, per le emergenze e che possa permettere l’avvio rapido della batteria della macchina dovremmo orientarci sui modelli a ricarica rapida, altrimenti per ricariche più importanti ci affideremo ai modelli che forniscono poca ricarica alla volta, dosata quindi in un arco temporale più lungo.

Inoltre è importante oggi scegliere anche un modello di ricarica smart che ci consente di sapere quando la ricarica è stata completata ed è quindi necessario staccare gli spinotti positivo e negativo. Di fatti i modelli che presentano prezzi irrisori hanno la caratteristica svantaggiosa di non fornire indicazione a carica completata: se i cavi restano attaccati oltre limite di tempo, la batteria può danneggiarsi seriamente. Quindi vi suggeriamo di investire qualche decina di euro in più ed affidarvi solo a marchi esclusivi come quelli che possiamo trovare sui siti come Amazon: InThoor, Deca Class, Power Station, RamPow,Slabo, Ainope.

E’ molto importante prestare attenzione a dove si svolgono alcune operazioni importantissime e ad alto rischio come quelle che riguardano il maneggiare dispositivi elettrici. Il caricabatterie per l’auto di per sé non dovrebbe rappresentare un problema, ma dal momento in cui a ricaricarsi è un automobile che ha una batteria molto potente, è bene assicurarsi che il locale ed il contesto consentano tutte le operazioni senza rischio alcuno. E’ bene quindi estrarre la batteria direttamente dal vano della macchina e appoggiare la stessa su una superficie che abbia un piano d’appoggio in gomma oppure foderato di gomma. Questo materiale di fatti è isolante e in caso di dispersione energetica  non arriveranno le pericolosissime scariche elettriche addosso. Le stesse scariche possono poi rallentare o fermare tutto il circuito elettrico. In secondo luogo assicuriamoci che il luogo dove siamo sia anche asciutto e allo stesso tempo ventilato in modo da non correre proprio alcun pericolo.

Caricabatterie wireless

Uno dei dispositivi che negli ultimi anni è stato con ampio successo integrato alla vendita degli smartphone, è il caricatore wireless: strumenti tecnologicamente avanzati che grazie ad un sistema privo di fili può caricare il telefono semplicemente appoggiando questo alla base del caricatore wireless. La struttura di questo genere di caricatore è per l’appunto costituito da una base senza fili. L’unico filo che ha il dispositivo è quello che si aggancia alla presa di corrente ma di fatto il telefono che si appoggia alla base prende la propria carica grazie a due resistenze poste su di essa.

I caricatori wireless hanno una vita abbastanza recente. Sono usciti nel 2008  per poi divenire nel giro di pochissimi anni l’idea base per i più grandi colossi dell’industria automobilistica e quella del campo ristorazione che hanno adottato per moltissimi strumenti del proprio settore caricatori wireless di ogni genere. Si tratta di fatti di un genere di carica batteria molto utile e comodo che evita il fastidio e la scomodità dei cavi, fra l’altro in molti contesti pericolosi e scomodi da gestire.

Per dirla in altre parole più precise, il caricatore wireless è un trasmettitore a tutti gli effetti ed è composto da un circuito elettronico ed un trasformatore di corrente  che vanno a creare un campo magnetico grazie al quale poi si crea la possibilità di trasformazione dell’energia che passa al dispositivo da caricare.

Elementi comuni e non di un caricabatterie wireless

Gli elementi che differenziano i caricabatterie wireless come è possibile immaginare sono tantissimi ma oltre a questi ci sono tantissimi elementi che mettono in comune questi caricatori e che fanno si che alcuni di questi offrono alcune funzionalità, mentre altri ne offrono altri tipi. Fra le caratteristiche che possiamo trovare in comune a tutti i caricatori wireless troviamo sicuramente il campo elettromagnetico che alimenta la batteria dello smartphone. Questo è di sicuro l’elemento cardine che rappresenta il massimo della comodità soprattutto per coloro che utilizzano più dispositivi nella stessa giornata e necessitano di più porte di ingresso con cavi di carica differenti.

Naturalmente i caricabatterie wireless non hanno solo elementi in comune ma anche elementi diversi fra loro e quindi sarà necessario per alcuni modelli, acquistare degli accessori a parte  per quelle tecnologie di cui il caricatore non è costituito. Nella maggior parte dei casi questi accessori esterni sono ricevitori che vanno collegati alle micro USB dello smartphone e che possono essere inseriti fra il dispositivo da caricare e la cover dello smartphone per esempio in maniera tale da consentire la ricarica fatta nella giusta modalità.

Tipologia di caricabatterie wireless

I caricabatterie wireless come accennato possono essere diversi fra loro e diverse sono le modalità per ricaricare un dispositivo qualunque senza utilizzare apparecchi costituiti da cavi.

Per prima cosa c’è da ricordare che le tipologie di induzione della corrente possono essere di tipo magnetico, con onde radio e a risonanza magnetica. L’induzione magnetica è quella che usiamo tipicamente per gli smartphone e che consiste in un metodo a basso voltaggio. La distanza richiesta fra dispositivo base e dispositivo che ricarica è davvero minimo. Le onde radio invece copre distanze maggiori ed è comunemente utilizzato per apparecchiature a basso voltaggio. Il bello delle onde radio è che arrivano anche a 10 mt di distanza come massima lunghezza a cui tenere i due dispositivi connessi fra loro. Spesso le onde radio si utilizzano alla base dei caricabatterie per le strumentazioni elettriche di tipo medicale, tipo apparecchiature elettriche per l’udito o i misuratori di pressione e tanto altro. In ultimo la risonanza magnetica che viene poco usata ed è utile sia per i dispositivi che richiedono un alto voltaggio sia per quelli che richiedono un voltaggio minore.

Anna Silvestrini

Sono una giornalista pubblicista ed una mamma. Da diversi anni mi occupo di scrittura sul web redigendo guide per tutti gli utenti e per tutti i gusti. Sono molto interessata anche al mondo dell'elettronica e della tecnologia in generale. Per lavoro utilizzo in prima persona dispositivi di questo genere e per questo me ne sono sempre più innamorata.

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